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I progetti di riuso saranno l'oggetto del secondo avviso di e-government che partirà immediatamente dopo l'estate, e che verrà finanziato per circa 60 milioni di euro nell'ambito del piano nazionale di e-government. Il trasferimento è la modalità più vicina al processo che ho descritto finora: la soluzione, già in uso in un'amministrazione, viene analizzata e replicata presso un altro ente. Questa azione consente un'ampia diffusione a livello territoriale, perché non è legata a vincoli di prossimità. L'allargamento si verifica, tipicamente, quando un nuovo ente aderisce ad una aggregazione che ha sviluppato un progetto di e-government, ampliando di fatto l'aggregazione e quindi l'impatto del progetto sul territorio.

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Per avere successo il processo di adattamento deve intervenire sia sulla componente tecnologica, a cui mi stravo riferendo, sia sulle procedure. Anche sotto l'aspetto dell'organizzazione, infatti, gli enti non sono tutti uguali a causa di dimensioni differenti e della variabilità dei contenuti dei processi amministrativi. E' proprio questa la sfida del riuso: trovare degli standard di contenuto e di processo sufficientemente flessibili da poter essere adattati ovunque. Però è necessario un salto culturale e organizzativo senza il quale è irrealistico pensare al riuso. L'amministrazione che, ad esempio, voglia riutilizzare un'applicazione per il workflow dei documenti deve analizzare come è stato disegnato l'iter, le differenze con il proprio processo e poi valutare se le conviene adattare la propria organizzazione a quella dell'ente che ha sviluppato originariamente la soluzione.

Dal punto di vista delle amministrazioni, il riuso consente forti risparmi soprattutto nella realizzazione dei servizi: le applicazioni non standardizzate, infatti, costano molto di più perché devono essere progettate caso per caso. Inoltre il trasferimento di soluzioni favorisce l'interscambio informativo e l'adozione di modelli organizzativi efficienti. E' il progetto che ha avuto il maggior finanziamento dal CNIPA nel primo avviso e si propone come punto di riferimento organico per tutti gli interventi in questo campo. Riunendo 54 enti diversi siamo già un numero tale da innescare processi di riuso al nostro stesso interno, prima ancora che verso l'esterno. Il nostro obiettivo è favorire una politica di standardizzazione flessibile per incentivare una più. Entrambi perché occorre definire un framework, uno schema comune che renda compatibili tutte le situazioni.

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